LAMBRUSCO DI SORBARA

Rosa chiaro più che rosso, acidità tagliente, profumo di fragola e viola: il Lambrusco di Sorbara spiazza chi conosce solo le versioni scure e amabili. Nasce nella pianura a nord di Modena, tra i fiumi Secchia e Panaro, ed è DOC dal 1970. Il vitigno ha un'anomalia nel fiore che lo rende quasi sterile. Per dare frutto ha bisogno di filari di Salamino piantati accanto, e il disciplinare ne ammette fino al 40%, con almeno il 60% di Sorbara.

Lambrusco di Sorbara o Grasparossa: cosa cambia

Il Grasparossa di Castelvetro cresce sulle colline a sud di Modena e dà vini scuri, tannici, più corposi. Il Sorbara va nella direzione opposta: leggero, teso, quasi un rosato, perfetto per sgrassare la cucina emiliana. Dentro la DOC convivono stili diversi, e il disciplinare ammette anche la versione rosato. Il frizzante secco in autoclave è il più diffuso e il più fruttato. L'ancestrale, rifermentato in bottiglia con il fondo di lieviti, è più velato e sapido. Il metodo classico, più raro, matura a lungo sui lieviti e guadagna finezza. Per allargare lo sguardo c'è la selezione completa di Lambrusco.

Quanto costa un Lambrusco di Sorbara e con cosa berlo

Tra 6 e 13 euro si trovano i frizzanti secchi, da bere entro l'anno. Gli ancestrali stanno tra 11 e 14 euro, mentre il metodo classico arriva intorno ai 15 euro. A tavola accompagna tortellini, gnocco fritto, salumi e cotechino, e regge bene anche la pizza. Va servito fresco, a 8-10 °C, come un rosato. Chi ama le bollicine emiliane trova un altro bianco di casa nel Pignoletto.

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