Gli abbinamenti del Fiano di Avellino partono da un dato che lo distingue dagli altri bianchi del sud: è strutturato e longevo. Note di pesca e pietra focaia, una sapidità che arriva dal tufo calcareo dell'Irpinia, e la capacità di reggere qualche anno di bottiglia. Per questo affronta crostacei e pesce di una certa consistenza dove un bianco leggero si arrenderebbe. Qui trovi i piatti che lo valorizzano e come scegliere tra una versione giovane e una più evoluta.
Abbinamenti principali
Astice alla griglia
Spaghetti allo scoglio
Branzino al sale
Zuppa di crostacei
Pesce al forno
Molluschi gratinati
Il bianco del sud che regge i piatti importanti
L'abbinamento cibo del Fiano sfrutta corpo e sapidità insieme. Sui crostacei, dall'astice alla zuppa, la struttura del vino tiene testa alla dolcezza delle carni, mentre la nota minerale dialoga con i molluschi gratinati e gli spaghetti allo scoglio. Un branzino al sale o un pesce al forno trovano nel Fiano un compagno che non si limita ad accompagnare, ma aggiunge profondità. Da evitare i piatti molto delicati come i crudi più sottili, dove la sua intensità rischia di prevalere. Per partire dai un'occhiata ai vini Fiano.
Giovane o evoluto: come scegliere la bottiglia giusta
Da giovane, servito intorno ai 10 gradi, offre frutto e freschezza ed è già pronto sui piatti di mare quotidiani, con prezzi spesso sotto i 15 euro. Con qualche anno di bottiglia sviluppa le note affumicate e di pietra focaia che lo rendono uno dei pochi bianchi del sud da invecchiamento, e qui il prezzo sale dai 20 euro. È, con il Greco di Tufo, la punta dei bianchi campani dell'Irpinia.